le stelle seppellite
non voglio rubare,
non voglio lavorare,
non voglio rubare,
non voglio lavorare,
ti darò i calci fuori dalla pancia per
non rinascere più.
non voglio stare qui.
voglio spostare cuba al
tropico del capricorno e
farla guarire dal cancro e
dalla futurissima invasione di suini
mcdonald’s che sarà la nuova
baia dei porci.
la vagina e il cazzo.
la vagina sarà il nulla,
il triangolo delle bermuda
infestato dai coraggiosi
pirati somali saccheggiatori di
petroliere tedesche.
il cazzo,
il cazzo,
il cazzo.
starò con il cazzo all’aria
in catena di montaggio
per fermare questo paese.
la vagina e
il cazzo e
il naturismo industriale.
non voglio lavorare,
non voglio rubare.
voglio il naturismo industriale,
voglio che ci ricostruiamo di sangue,
voglio stare con il cazzo all’aria
in catena di montaggio,
trovare tutta la componentistica dell’anima e
fermare questo paese e il mondo.
perché vivono ancora
delle appropriatezze dimenticate e
devo contestualizzare
le mutande da soldi che ci togliamo e
le stelle seppellite.
prima che obama diventi
il nuovo michael jackson
devo contestualizzare
le mutande da soldi che ci togliamo e
le stelle seppellite
che amavo.
discorso è che mi piace scrivere e solo quello e non ci stavo più dietro alle visite virtuali guidate alle vostre anime a volte spesso in pena come la mia, che è un atto egoistico & narcisistico & masochista.
così il blog si chiude ai commenti per aprirsi al mondo e alle puttane e alle galere e alle diffide e denunciatemi pure per dittatura culturale anche se così non è, trattasi di ricerca di contatto allontanandosi.
potete continuare a leggermi e io vi farò esami ginecologici più costruttivi.
salvatore cacace

dermatiti mai viste
dermatiti mai viste,
inquadrature epidermiche.
ti sto guardando dentro.
tu, mi vedi?
le macchine umane ormai
vanno ad acqua minerale e
mentre compravo
il riso integrale per
tutti noi
stavo male.
la merda di cane senza paletta.
mentre compravo il riso integrale
mi sono detto:
facciamo qualcosa di diverso:
non moriamo adesso,
restiamo accesi
evitando le madonne intermittenti
di lourdes e dei locali
ingrati e ingreci
veneti e con i bianco/azzurri
sbagliati.
cari locali/locali cari
(ho sognato maiali spirituali).
evitiamo quelle madonne
che vorrebbero farci tirare le bocce
sulla spiaggia di mikonos
al posto delle molotov.
dermatiti mai viste,
inquadrature epidermiche.
ci riprendiamo la
merda dei cani senza paletta
dai parchi artificiali.
più vicini di 8 millimetri.
gli ospedali da marciapiede
prostitute incinte e
medici malati poi
gli ospedali da marciapiede
per tutti.
prostitute incinte,
prostitute incinte,
prostitute incinte
una sola volta
nella vita corta.
lontane da tirana
arrivate nuotando
a rana.
prostitute incinte e
medici malati che
per fortuna
non siamo io e te ma
gli ospedali da marciapiede
che ho sognato
per tutti.
prostitute incinte,
prostitute incinte,
prostitute incinte.
signor cacace? ci sta ascoltando? no.
ho evitato tutti i posti di blocco
per arrivare dove ti lavora
il cuore.
svoltando in zona pedonale
ho investito quattro persone e
volevo la cocaina in mente e
l’eroina al louvre.
mi sono caduti tutti i biscotti
dalla credenza
che amarezza.
però ci sono rimasto peggio per
il sequestro da parte dei finanzieri
del mio grammo e mezzo di fumo che
per il ritiro paranormale della mia patente,
(per favore restituitemi il fumo).
te lo dico,
ho i pensieri in fila indiana davanti a una
fossa comune e
il peggio è il silenzio,
così, perché no,
farò parlare il mio cazzo
e insulterò tutti sul serio dato che
odio le bestemmie a salve.
eppure
lo stipendio
mi è stato aumentato di
44 euro netti forse.
e potrò pagare il biglietto
e vedere me stesso inseguire
ancora
il rock ‘n’ roll e
gesù cristo.
per ucciderli.
vodka morta del cazzo/ zip
fammi
una guerra lampo
alla patta.
in questi giorni di
luna piena
di merda
e continua
prebelligeranza.
al minimo storico dell’anima
perché i rasta si fanno
la pulizia del viso
alla corporación dermoestética.
laureiamoci assieme in
povertà e
magnetizzazione dell’acqua del rubinetto
e vodka morta.
farwell to italy
mettimi i maniglioni antipanico
alle uscite di sicurezza da qua,
da questa vita.
chiama le forze del disordine e
dì loro di smetterla di invitarmi
alle loro feste.
mangerò pizza egiziana.
trafficherò con la mafia cinese.
comprerò il grana thai km 0
nei mercati agricoli del lunedì.
leggerò un’altra volta
quel processo di kafka
in un cesso senza bidet.
riascolterò de andrè cantare da
morto-indiano-galleggiante
nel gange
(de andrè salverà anche il tibet
inculando il dalai lama).
voglio
una nuova vera madre puttana cubana,
una moglie polacca,
una targa straniera avvitata al culo che
chiamar così più non posso.
una targa straniera con scritto
ass.
salvatore cacace

la foto è di Luca Casagrande- lucabighouse.com